“C
ome nel processo di Kafka, anche a Mondovì abbiamo le nostre strutture labirintiche in cui è facilissimo perdersi, le nostre allegorie, e, purtroppo, anche qualche opere incompiuta…Muri
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elle vecchie case di Piazza ricordo le volte alte, a crociera. Muri spessi, ingrigiti e pavimenti con piastrelloni di gres levigato, tanto da sembrar marmo. Un po’ come la casa dei miei nonni, uno dei tanti portoni nella odierna via Carassone, che negli anni ’70 era ancora intitolata al Piave.Anita, la gazza ladra triste
S
toria triste della gazza ladra di Mondovì, che conta i giorni, dietro le sbarre delle Nuove d Torino. De Andrè, se l’avesse conosciuta, le avrebbe probabilmente dedicato qualche verso malinconico. Correva l’anno 1952, siamo a Mondovì Piazza…Beautiful one
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a luce di un lampione fioca rischiara i miei passi incerti. Il selciato è liscio e traditore e la suola delle mie scarpe, gomma consunta. Ne avevo un paio buone, ma le ho lasciate a Mondovì. Per quello che ho da fare lì, mi bastano questi residuati…A pensarci prima
Il Padiglione “Gallo” dell’ex ospedale di Piazza, tra ricordi e oblio. Oggi è un fabbricato fantasma, ma tanti monregalesi vi associano ancora una fetta della loro esistenza: gioie e drammi che stingono, come il vecchio portone di legno sbarrato ormai da 12 anni…
Beppe che ne fa di tutti i colori
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iuseppe Ferina, personaggio monregalese, decoratore e restauratore in pensione, ormai è artista a tempo pieno: racconta con i suoi quadri in Palazzo di Città le mille sfumature della vita e della nostra Mondovì. Davvero una…



































