Colpo di testa
V
ítejte v Praze! recitava il cartello in latta blu, stile Art Nouveau.Benvenuti a Praga, patria di Franz Kafka, anzi benvenuti a Mondovì, dove Joseph K potrebbe trovare tranquillamente casa.
Come nel Processo, anche noi abbiamo le nostre strutture labirintiche in cui è facilissimo perdersi, le nostre allegorie, e, purtroppo, anche qualche opere incompiuta.
Su quanto complicato sia amministrare una città, ho già scritto.
Epica la disfida per trovare una sintesi sul da farsi: ancor più quella per metter in pratica quanto deciso.
Tra il dire e il fare ci sta sempre un mare… di scogli: sono i meandri della politica, gli interessi di bottega, poi c’è la burocrazia, quasi un “fenomeno fisico“, con le sue dinamiche inesorabili e autoreferenziali.
Sembra, in questo mondo parallelo, una benedizione trovare qualcuno che voglia concederti una firma o, financo, cinque minuti per ascoltarti. Il tutto, in tempi di Covid, che è sicuramente un ostacolo, ma, talvolta, anche un alibi a buona mano.
Lo stallo sul recupero della Cittadella di Piazza è la fotografia della nostra empasse.
I soldi per mettere a posto il Padiglione Bertolotti e farne aule scolastiche non sono abbastanza. Allora, il Comune chiede di abbatterlo, per farvi una scuola nuova, che – probabilmente – starebbe nello stanziamento.
La Soprintendenza (cioè lo Stato) dice no, perché quello è un bene “storico”, mentre il Demanio (cioè lo Stato), pur essendo proprietario, lascia il Bertolotti al suo destino, corroso dall’acqua piovana che ha già ammalorato la facciata.
Morale: fossi il sindaco, batterei la testa contro il muro. Quello, del Bertolotti, ovviamente, così da dargli il primo colpo.









