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’è una canzone, malinconica, di Ligabue che si intitola proprio così: Lettera a G. Io, a G., non ho mai scritto lettere, ma un breve racconto, sì…Auguri, Mondovì
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mministrare la cosa pubblica in Italia è uno dei mestieri più difficili. In passato, su questo blog, non ho risparmiato qualche “pungolo” a questa o quella amministrazione cittadina. Senza troppe distinzioni di colore o di consiliature.Anita, la gazza ladra triste
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toria triste della gazza ladra di Mondovì, che conta i giorni, dietro le sbarre delle Nuove d Torino. De Andrè, se l’avesse conosciuta, le avrebbe probabilmente dedicato qualche verso malinconico. Correva l’anno 1952, siamo a Mondovì Piazza…La tauromachia all’Altipiano
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mo leggere le vecchie cronache della nostra città. Vi trovo frammenti di vita surreali, vicende anacronistiche di misantropi, alcolizzati o iracondi solitari, le cui gesta, non di rado, guadagnavano gli onori della “nera”. In questa pittoresca Mondovì capitavano non di rado cose strane…A pensarci prima
Il Padiglione “Gallo” dell’ex ospedale di Piazza, tra ricordi e oblio. Oggi è un fabbricato fantasma, ma tanti monregalesi vi associano ancora una fetta della loro esistenza: gioie e drammi che stingono, come il vecchio portone di legno sbarrato ormai da 12 anni…
Le asce incrociate di Sant’Anna
Prima che popoloso rione, Sant’Anna fu, fino alla metà degli anni ’70, una frazione di Mondovì dalla vocazione eminentemente rurale. Qui i moderni piani di edilizia, che hanno antropizzato il territorio, prendono ancora il nome delle vecchie cascine…



























