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er il compleanno, Michela mi ha regalato una fisarmonica. Mi sono appassionato a questo straordinario strumento da bambino, quando mi rifugiavo sulle scale, provando a maneggiare l’Italmusica-Pigini nera di nonno.C
apitava che un intraprendente giovanotto, invero un po’ troppo libertino, si presentasse di notte (senza vestiti) nella camera di una certa sposa, per essere, come da copione, intercettato dal di lei marito, munito – ovviamente – di bastone…D
elle vecchie case di Piazza ricordo le volte alte, a crociera. Muri spessi, ingrigiti e pavimenti con piastrelloni di gres levigato, tanto da sembrar marmo. Un po’ come la casa dei miei nonni, uno dei tanti portoni nella odierna via Carassone, che negli anni ’70 era ancora intitolata al Piave.S
toria triste della gazza ladra di Mondovì, che conta i giorni, dietro le sbarre delle Nuove d Torino. De Andrè, se l’avesse conosciuta, le avrebbe probabilmente dedicato qualche verso malinconico. Correva l’anno 1952, siamo a Mondovì Piazza…A
mo leggere le vecchie cronache della nostra città. Vi trovo frammenti di vita surreali, vicende anacronistiche di misantropi, alcolizzati o iracondi solitari, le cui gesta, non di rado, guadagnavano gli onori della “nera”. In questa pittoresca Mondovì capitavano non di rado cose strane…