Ricordi nel cartone
Riordinando in garage ho trovato uno scatolone sfondato.
D
entro, la polvere mi ha svelato, nell’ordine: una bandiera americana, un groviglio di cavi ps2, floppy disk da 3,5 pollici, ritagli di giornale, frammenti di bloc notes con appunti di conversazioni telefoniche, un’agenda in cui i numeri fissi sopravanzavano di gran lunga i cellulari e una velina piena di vecchie foto monregalesi.Nevicate strabilianti, mongolfiere variopinte, consigli comunali ingessati e cantieri pubblici in itinere: Mondovì com’era e come non è più.
Raccolsi tutta quella roba in un cartone il giorno in cui compresi che la mia carriera da cronista locale era agli sgoccioli. A casa, lo lasciai in garage e me ne dimenticai, non così in fretta e non senza un po’ di magone. Vent’anni e tante cose dopo, sono contento che il relitto sia riaffiorato. Soprattutto perché nei primi piani che avevo scattato, nelle note sui taccuini, ho ritrovato tante persone che non ci sono più.
Per loro ho scelto uno scatolone nuovo e robusto. Ho rimesso tutto dentro e sigillato per bene, prima di riporlo nell’angolo della scaffale. Quello più lontano dal mucchio di cose che ho gettato via.








