Astrologia politica monregalese

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F

are il toto-sindaco a Mondovì era una delle cose che mi divertiva di più quando ancora scrivevo sul giornale.

Improvvisavo tutto o quasi. Dai nomi dei papabili alle alleanze, dagli scenari ipotetici alle strategie.

Condivo con un bel po’ di punti interrogativi, di “forse“, di “si dice nei corridoi” e poi aspettavo che il telefono (allora c’era solo il fisso) squillasse.

Era giovedì pomeriggio e già li avevo fatto arrabbiare tutti.

Ma io sapevo – e lo sapevano pure loro – che l’articolo di politica locale era atteso e letto con curiosità da interessati e avversari.

In fondo, tutti erano un po’ contenti di averne parte, perché anche le più improbabili investiture facevano piacere.

Bene o male, l’importante era che se ne parlasse.

In un certo senso, mi ricordava il calciomercato e le sue cronache estive: più o meno viaggi di sola andata verso la fantascienza, che talvolta, però, divenivano realtà.

Sarà per questo che ancor oggi curioso con interesse (e col sorriso) negli articoli sul tema.

A dire il vero, ne vedo pochi, non ho capito se per disamore dei lettori o concomitanti impegni dei cronisti locali. Forse entrambe.

Sta di fatto che, cosa più unica che rara, questa settimana ne ho già beccati due che si riferivano ai prossimi assetti politici di Mondovì.

Mi perdonerete se sono un po’ geloso e, per questo, prendo la penna in mano anche io.

Piccola premessa. A Mondovì tra un anno più o meno si vota il sindaco.

Acqua sotto i ponti ne deve ancora passare e le righe che seguono sono poco più che azzardati divertissement, scritti, ovviamente, per essere smentiti dalla storia.

I galli nel pollaio…

Provo con una allegoria.

Nel pollaio, 100 galline decidono di eleggere il miglior gallo. Concorre, ovviamente, il gallo rosa, quello che in passato aveva riscosso i maggiori consensi. Oggi sta sopra i 40 e sotto i 50 voti. Gli contende lo scranno il gallo verde, al secondo posto. C’è, infine, il gallo rosso, che si colloca al terzo posto, sempre per consensi.

Per essere eletto, il capo del pollaio deve avere 51 consensi, ma il gallo rosa sfiora solo tale soglia, senza varcarla.

Allora si rivota per scegliere i due galli più apprezzati: rosa contro verde.

Secondo voi, chi al primo turno sosteneva il piumaggio rosso del gallo escluso prediligerà quello rosa (ovvero un po’ bianco un po’ rosso) oppure cambierà radicalmente idea, puntando sul verde, che è cromaticamente ai suoi antipodi?

La “Teoria dell’elettore mediano”

La faccio breve: Mondovì svolterà a sinistra, grazie al centro.

Scenario curioso, ma concreto. Non contano tanto i nomi (quelli su cui oggi i giornalisti si arrovellano), ma i numeri.

Si chiama “teorema dell’elettore mediano” ed è usato per interpretare i movimenti dell’elettorato: i partiti, per vincere le elezioni, devono spostarsi progressivamente verso il centro, fino a diventare indistinguibili l’uno dall’altro.

L’elezioni si vincono al centro” è una tesi controvertibile per le competizioni politiche, molto più adatta, invece, al caso delle amministrative.

Per due ordini di motivi.

Primo: la legge elettorale a doppio turno. Al ballottaggio, chi è neutro è anfibio, dunque avvantaggiato.

Secondo: la particolarità di queste consultazioni, dove il voto può prescindere dall’orientamento politico, basandosi invece su logiche altre (amicizia, parentela, appartenenza allo stesso rione, allo stessa consorteria…).

Da qui, il mantra, caro ad un amico politico monregalese, che, ad ogni tornata amministrativa, mi ripeteva: “Bisogna fare tante liste!”.

C’è un ultimo fattore: l’antipolitica populista sembra aver perso l’ebbrezza di qualche anno fa e, anzi, da Roma, abbiamo un esempio icastico di tutti che governano con tutti, al di là dei simboli, delle ideologie e del credo (ammesso che di questi ultimi ancora si possa parlare).

Matematica e non solo

Tornando a Mondovì, una domanda: i nomi dei candidati sindaci contano? Risposta: ni, o meglio sì, ma più dopo, quando si tratterà di governare.

Le dinamiche in campagna elettorale (e alle urne) sono altre.

Afferiscono alla matematica, la quale, pur essendo una scienza deduttiva, studia la proprietà di enti astratti.

Occhio alle “variabili impazzite”

Cosa, allora potrebbe superare la fredda logica delle percentuali?

Personalmente, vedo almeno tre grandi temi che possono orientare l’elettorato monregalese, anche nel senso di riservare sorprese dall’urna: occupazione, immigrazione, sicurezza. Argomenti su cui la politica locale non sempre è apparsa lineare e coesa.

Occhio, poi: nel 2017, sotto al Belvedere, aveva praticamente votato un elettore su 2, anzi, meno di 1 su 2 al ballottaggio. Un’affluenza che dà da pensare.

Ma questa è un’analisi che riserverei ad un’altra puntata.

Quello che ho scritto mi basta, per ora. Non mi resta che attendere al telefono, per conoscere, stavolta, quanti ne ho fatti arrabbiare.

Ma poco importa, perché le previsioni politiche hanno spesso l’unico merito di far apparire degna di riguardo l’astrologia.

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