Non amo ballare ma far ballare
Storia di Gabriele e Fabrizio i deejay da 1 milione di ascolti su Spotify che il 29 luglio metteranno dischi per Mondovì… dall’alto
Non ho mai intervistato un deejay. Anzi, quasi due. Perché uno è un disc-jockey professionista e l’altro un appassionato, ma pur sempre tale. Ecco chi sono i protagonisti di queste “due ciance”: Fabrizio Molineri 35 anni, monregalese e Gabriele Giudici, di Niella Tanaro, età 33, quest’ultimo produttore, tecnico del suono e disc-jockey a tempo pieno.
Fabrizio, invece, è laureato in Economia, tifosissimo Milan, fa il commerciale nel settore telefonia e web. Gabriele ha studiato al Liceo Scientifico, si occupa di produzione musicale per clienti in tutto il mondo dal “Groove Eater Studio” di Niella.
In arte sono Judici & Molinoir, con un passato (e un presente) nel settore “pubblici spettacoli”, in numerosi locali tra cui il Rouge & Noir, di cui Fabrizio è stato gestore e Gabriele residente disc-jokey.
Animali del sabato sera, drizzate le orecchie: la storia di questi giovanotti che, partendo dai nostri posti, si fanno conoscere nel mondo, sfiorando, col singolo “Pump it Up” feat. Bright Lights, il milione di ascolti su Spotify non può non affascinare.
E poi, sapete che un po’ della musica suonata ai Golden Globes di Los Angeles è opera loro?
Insomma, essere monregalesi, giovani, intraprendenti e un po’ folli gli consegna di diritto un angolino di Piazzamaggiore. Anzi, proprio in Belvedere. Perché mercoledì 29 luglio, ai piedi della Torre trasformeranno il giardino in un dj set, diffondendo musica per le vie di Mondovì in streaming. Credo sia la prima volta che una città si doti di una cabina dj da un baluardo medievale.
Ragazzi, ma com’è saltata fuori questa idea?
Fabrizio – E’ nata quando eravamo tutti chiusi in casa, tra una diretta Instagram e l’altra in cui si metteva musica.
Allora non è vero che nessuno è profeta in patria…
Fabrizio – Infatti, ci è sembrato un bel modo per fare musica nella nostra città, evitando assembramenti, coinvolgendo i locali nell’ambito dei Doi Pass: un’idea che ha trovato nel Comune un entusiasta interlocutore.
Via all’intervista, con una domanda che vi farà subito arrabbiare: si dice che il dj suona un disco… il dj non suona un bel niente…
Gabriele: Si dice così, infatti, personalmente, ho un grande rispetto per chi suona uno strumento. Poi l’una cosa non esclude l’altra.
Nel senso che musica campionata e musica acustica possono convivere?
Gabriele – E’ una bella sfida. Col pianista villanovese Lorenzo Bongiovanni, che si esibirà con noi dal Belvedere, abbiamo inserito in un brano costruito in studio un arpeggio di piano, con risultati che sono piaciuti.
Ci riproverai?
Gabriele – Certi riff dell’organo Hammond sono davvero interessanti, perché no: mi affascinano queste commistioni, anche un po’ azzardate, che possono però stupire.
Fabri, è vero che il deejay non suona?
Fabrizio – Non è proprio come suonare uno strumento, ma non dimentichiamo che dietro al dj c’è tutto un lavoro invisibile e impegnativo.
Tipo?
Fabrizio – Scegliere i dischi, valutare come mixarli, capire quando lanciarne uno oppure un altro…
Insomma, il deejay è un po’ artigiano, un po’ indovino, un po’ la dea Khalì…
Fabrizio – Guarda, una volta ho chiesto a Gabriele come facesse a stare dietro ai ritmi della pista e mi rispose che il segreto era “pensare sempre 2 canzoni dopo…”
Gabriele cosa è cambiato dal lavoro analogico al digitale?
Gabriele – Anche in consolle ci si è evoluti. Quando si viaggiava con piatti e vinili, la tecnica era determinante.
Oggi?
Gabriele – Forse lo è meno, ma in compenso devi sviluppare un maggior capacità di osservare cosa sta succedendo intorno a te e coinvolgere il pubblico: determinante ascoltare in settimana per scegliere bene in serata.
Come si impara?
Gabriele – Ci sono corsi, qui da noi, ad esempio, la scuola Palcoscenico di Cuneo, perché imparare la tecnica è sempre una risorsa.
E come sono cambiati i gusti in pista?
Gabriele – Oggi la soglia di attenzione della platea si è ulteriormente abbassata: hai in media 2 minuti e 30 a pezzo, poi devi cambiare: dunque, il dj deve dare quasi “assaggi” di musica: brevi e intensi.
Fabrizio, come fa un dj a farsi apprezzare da un gestore?
Fabrizio – Professionalità prima di tutto: il bravo dj fa ballare il locale se ci sono 10, 100 o mille persone.
D – E il web sta alla consolle come…
Gabriele – Il web è una opportunità enorme, ma offrendo tutto a tutti o quasi, c’è molta più concorrenza.
Come ci si differenzia allora?
Gabriele – il tuo biglietto da visita oggi sono le produzioni, la figura del dj selezionatore di dischi ha perso un po’ di appeal, vista l’offerta vasta e disponibile a tutti, il dj che ha produzioni proprie, invece, può differenziarsi.
D’accordo Fabrizio?
Fabrizio – Il web è un veicolo di promozione clamoroso, specie sui social. E’ grazie al web che abbiamo conosciuto Heather Bright, alias Bright Lights, la cantante americana che ha dato voce alla nostra “Pump it Up”, dopo aver scritto per Britney Spears, Usher e Toni Braxton.
E’ vero che Heather dalla Berklee College di Boston si è innamorata di Mondovì?
Fabrizio – Di Breo in particolare, ma non solo di Mondovì: ricordo, con lei, una serata davvero ben riuscita alle Fonti di Garessio.
Tornando ai social: mio figlio mi dà del vecchio perché uso Facebook…
Fabrizio – Oggi Tik Tok (social network su cui si pubblicano brevi video n.d.r.) è l’ultima frontiera. Ci trovi bambini di 6 anni che fanno video – spero sotto il controllo dei genitori! – sulle note di “Pump It Up”. Su Spotify gira un pezzo, di tale Jason Derulo, che pare nasca proprio da una canzoncina pubblicata su Tik Tok.
E in tutto ciò, la musica c’entra ancora?
Fabrizio – Ti dà la misura di quanto conti ormai la visibilità social: oggi la gente vuole essere vista. Punto.
Guardandoci indietro, invece, cos’è per voi il vinile?
Gabriele – Il vinile è storia, radici, manualità.
Fabrizio – il vinile è ancora e sempre “lanciare un disco”… è il movimento naturale di ogni dj.
Allora domanda da un milione: meglio suonare la musica che piace al dj o quella che vuole la gente in pista?
Gabriele – Come nella vita, anche alla consolle serve compromesso.
In che senso?
Gabriele – Provare a coniugare pezzi conosciuti e qualcosa di nuovo, magari auto-prodotto: così, si avranno più chance di farsi apprezzare.
La musica live ha ancora un senso e, soprattutto, un futuro?
Fabrizio – Mi auguro di sì, spero che le nuove generazioni coltivino il gusto della musica dal vivo anche se…
Anche se…
Fabrizio – Anche se nella top 100 non ci sono più dischi suonati e poi c’è la “piaga” – ride – del reggaetòn
Che ti ha fatto il reggaetòn…
Fabrizio – Dai, d’estate va anche bene, ma non deve sfuggire di mano. Almeno, Achille Lauro propone quello che vuole: adesso ha fatto un pezzo su base di un twist… un twist nel 2020: geniale!
La cosa più strana che avete visto in una pista da ballo…
Fabrizio – Un tipo se ne usciva tranquillamente col mio estintore: gli abbiamo chiesto che se ne faceva. Risposta: “Voglio svuotarlo sopra l’auto del mio amico”.
La richiesta più curiosa che avete ricevuto…
Gabriele – “Mi metti il disco della lavatrice” riferito ad un pezzo che si intitolava “My washing machine doesn’t work” a cui ho dovuto rispondere: “Guarda che è proprio quello che sta girando adesso!” – ride –
Fabri, il popolo che si affaccia alla cabina dj vuole…
Fabrizio – Un classico: “Mi metti…” titolo incomprensibile – Risposta: “Non ce l’ho, mi spiace” e quello ti passa il suo cellulare per fartelo sentire – ride.
Vorresti mettere un disco per…
Gabriele – per i Daft Punk, che onore sarebbe!
Fabrizio – La festa Champions del Milan – lungo sospiro.
Un aggettivo per Mondovì oggi.
Fabrizio – Propositiva e non solo per l’idea del Dj set del 29 luglio.
Gabriele – Sono d’accordo: ho visto che c’è apertura verso il futuro e di questi tempi fa piacere.
Visto che suonerete al Belvedere, avete 5 minuti di pausa: chi o cosa buttare giù dalla torre?
Gabriele – La negatività. Sono tempi difficili, però dobbiamo sforzarci di essere positivi, pur mantenendo i piedi per terra.
Fabrizio – Dico il pregiudizio, magari quello di chi storceva il naso quando abbiamo iniziato.
Facciamo un po’ di promozione: chi vuole ascoltare Judici & Molinoir può…
Fabrizio – Andare sul nostro Spotify o seguire, il 29 luglio, l’evento su Facebook del Comune o dei settimanali locali.
E in pista, quella vera…
Fabrizio-Gabriele – Spoileriamo dai: ad agosto al Bee Fly di Loano.












