I giovani, la speranza

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Ho pensato a lungo, a chi intervistare in questo esordio di “due ciance”.
Non prendetela come auto celebrazione, per carità. La vanità non c’entra.
Però, alla fine, prima di ascoltare qualcun altro, ho pensato che fosse bene provare a farlo con me stesso.
Non ho mai intervistato Alessandro Borgotallo. È un esordio, dunque, pur senza pretese, né, appunto, particolari aspettative.
Non so cosa ne caverò, ma ogni intervista che si rispetti inizia con un…

Ci parli un po’ di lei…

Quarantasei anni, padre e marito, tutto il resto viene dopo…

Avvocato…

Lasci stare, ormai i titoli in questo mondo non vanno più di moda.

Perché?

Guardi, un tempo c’era un briciolo di rispetto dei ruoli: oggi hanno sdoganato la regola che uno vale uno e così si è persa ogni riverenza.

E’ che siamo, o dovremmo essere, tutti uguali…

Sì, ma le differenze sono un roba importante, io, ad esempio, difendo orgogliosamente le mie.

Scusi, ma adesso deve dirci quali sono…

Non basterebbe un libro: ognuno di noi pensa, parla, mangia, vive la vita mettendoci del suo e io sono uno dei tanti diversi di questo mondo.

L’educazione, ad esempio, fa ancora la differenza?

Eccome, anche se è merce rara mi fa piacere sentire un ragazzino dare del lei, aggiungere un “per favore” e congedarsi con un “grazie”.

E l’abito?

Fa il monaco, eccome: non può essere lo stesso a scuola e in discoteca.

I giovani d’oggi sono…

Un valore che noi adulti non dobbiamo sperperare.

E come?

Ascoltare, insegnare, dare l’esempio: le future generazioni sono i mattoni con cui consolidare il domani.

E lei ha avuto buoni esempi nella vita…

Tanti, gente semplice, ma con la schiena dritta.

Cattivi maestri?

Ne ho visti, ma la sorte ha tenuto loro alla larga da me e me lontano dai guai.

Ringrazia Dio?

Sì, anche se non so se in questo tempo ci sia ancora spazio per Dio.

Perché?

Il relativismo, il sincretismo, l’ateismo, l’individualismo esasperato mi appaiono sempre più popolari, fors’anche perché, per dirla con Dostoevskij, “Senza Dio tutto è possibile”: per fortuna qualche angolo di mondo in cui fermarsi ad ascoltare esiste ancora.

Il suo è…

Le mie montagne, non posso fare a meno di loro.

Vabbé, provi una volta ad ampliare l’orizzonte…

Allora, il Monte delle Beatitudini a Tiberiade.

Quando c’è stato?

Tanti anni fa, con mio padre.

E di recente?

L’Italia ha luoghi stupendi, scorci e storie ineguagliabili: con gli anni sono diventato molto poco esterofilo.

C’è un che di politico, in tutto ciò?

No: la politica è uscita dalla mia vita molti anni fa, senza rimpianti.

Oggi voterebbe…

Antonio… (ride).

E a Mondovì, come vanno le cose?

Io ho vissuto una Mondovì che non c’è più, quella dagli anni ’70 alla fine dei ’90, quando Berta filava…

Poi…

Poi le cose sono progressivamente cambiate e oggi tutto è più difficile.

Cambierebbe Mondovì con…

Nulla, i tajarin e il bunet più buoni li ho mangiati qui.

Vino o birra?

Non c’è partita: vino.

Ne scelga uno.

La Ribolla Gialla, specie quella che ho assaggiato a Rosazzo del Friuli.

Curiosa scelta per un Piemontese…

Quelle terre di confine mi hanno stregato.

Come un goal di Belotti?

Lasci stare il Toro, per pietà: ormai viviamo solo più di ricordi.

Allora mi dica un giocatore del passato che vi servirebbe oggi?

Uno coi piedi buoni e testa, Leo Junior davanti alla difesa metterebbe tante cose a posto.

Se avesse la macchina del tempo dove andrebbe?

Estate 1990, quella delle notti magiche e della mia Quinta Ginnasiale.

Un personaggio storico che vorrebbe incontrare?

Mio nonno.

Suo nonno?!

Sì, perché gli eroi non siedono agli alti comandi, ma stanno in prima linea: a loro porterei un fiore.

E se andasse in avanti…

Spero ancora in un mondo migliore: ho grande fiducia nei giovani, loro qualcosa tireranno fuori dal cilindro, purché non scordino il valore del sacrificio.

Metta un disco in valigia.

Uno solo? Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

Un libro?

Il bosco degli urogalli di Rigoni Stern.

Come vede Mondovì tra 100 anni?

Temo non si parlerà più Piemontese.

Forse perché saranno tutti anglofoni, digitali e sempre connessi…

Sì, ma avranno dimenticato il gusto di bere dal casù, io però ce li manderò volentieri…. ad acquistarlo!

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