Il sindaco che ama Cavour e sogna una Golf

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L’amore con Mondovì sboccia al Liceo. Lo scorcio pià bello? Da Villa Nasi. Le intese in politica? Spesso difficili, ma mai impossibili…

Trentasei anni, tra i più giovani sindaci di Mondovì di sempre, Luca Robaldo, assessore uscente alle politiche giovanili e sport, è il nuovo primo cittadino di Mondovì.

Figlio del compianto Dino, sindaco ed amministratore locale liberale, vanta trascorsi illustri a Palazzo Chigi e in Piazza Castello, dove è stato segretario particolare di Ministri e Governatori.

Diplomato al Liceo Scientifico-Linguistico “Vasco”, Luca è smart e social, anche nell’eloquio e nei modi.

In realtà, Robaldo è un po’ la cupéta di Mondovì fatta con il miele di Montezemolo, perché nel paese delle api, tra Appennino e Marittime, sono le sue origini, ma è sotto il Belvedere che il nostro pare abbia trovato l’abbinamento perfetto.

Sindaco, come finisce uno nato a Ceva e cresciuto a Montezemolo a fare il sindaco di Mondovì?

A 14 anni inizio il Liceo e l’amore per Mondovì sboccia. Mondovì, poi, era la casa di Gabriele Gallo, mio caro amico che vive Mondovì e che, quando eravamo bambini, in estate, frequentava Montezemolo.

Le piaceva geografia a scuola?

Sì, molto soprattutto indovinare le capitali.

Materia preferita?

Storia.

Però in lista con lei c’era il suo prof di Latino…

Non era il mio professore, ma il Prof. Casarino era ed è un pilastro del Liceo che mi è stato di grande conforto durante la campagna.

Vero che le mandava frasi in latino per motivarla?

Vero… ovviamente tradotte… (ride)

Sarà anche per questo che l’hanno promossa da assessore a sindaco…

Forse perché avevo tanti professori in lista! (ride).

Esame di storia: personaggio storico che ammira.

Cavour.

Perché?

Non amava l’ozio: diceva che la sola cosa che non poteva guardare senza fremere è una vita solo oziosa e speculativa.

Come Robaldo?

Ci provo.

Veniamo alla storia personale: se tornasse indietro, cosa non farebbe più?

Non concludere università.

Mai pentito di aver scelto una carriera in politica?

No.

Senza la politica, Luca Robaldo sarebbe diventato un…

Consulente aziendale.

Nostalgia di Roma?

Una nostalgia romantica.

E di Torino?

Torino è sempre vicina a Mondovì.

Il suo eroe?

Batman.

Merenda preferita da bambino.

Uovo sbattuto… con una goccia di dolcetto come lo faceva mia nonna.

Cartone preferito…

Dragon Ball, ma lo guardavo senza troppo interesse, tornato a casa dopo scuola.

La più grave marachella combinata?

Un giorno mia mamma mi lasciò il segno della fede sul naso per aver detto un vaffa di troppo a qualcuno in sua presenza.

La cosa più strana che ha fatto nella vita è…

Mangiato insetti, forse era una impanatura di grilli o qualcosa del genere.

Quella che le ha dato più gioia.

Nel Lions Club, aver fatto il presidente distrettuale dei Leo del Piemonte e della Liguria: una esperienza molto formativa che mi ha portato in contatto con tantissime persone, soprattutto giovani.

Automobile dei sogni.

Delta HF integrale rossa, ma magari un giorno mi comprerò una Golf.

Parte per un viaggio, nella valigia di Luca Robaldo non deve mancare…

Una camicia.

Libro preferito?

La storia d’Europa di Giuseppe Galasso.

Lo farà leggere ai suoi assessori?

Non credo. (ride)

Metta un cd.

Ligabue.

Mai suonato uno strumento?

Mai. Oddio, il flauto alle Medie, ma facevo ridere.

Deve versare da bere al suo miglior amico, serve…

Servo a Fabrizio un gin tonic

Film del cuore.

Master and Commander.

E’ sposato?

No, ma mai dire mai.

Come fa una donna a sopportare un politico in casa?

Non lo sopporta e lo mette fuori dell’uscio (ride).

“Il vantaggio della calvizie è che, in caso di visite improvvise, devi solo aggiustarti la cravatta”, è d’accordo?

Sì, ahimé ma ci sono anche altri vantaggi (pausa) che non voglio svelare (ride).

E’ vero che ha fatto l’assessore allo sport senza aver mai fatto sport…

Ho fatto due anni calcio nei pulcini dell’Ama Brenta Ceva… poi sono diventato assessore (ride).

Chi dovrebbe comprare la sua Juve?

Mi piacerebbe Bremer, ma i miei amici del Toro non sarebbero contenti e un regista per Vlahovic.

Compri qualcuno lei… un politico italiano che vorrebbe nella sua giunta?

Luigi Marattin.

Vero che, sotto sotto, Elio Tomatis voleva un sindaco interista?

(ride) Ma ne ha sostenuto uno juventino… e alla fine è andata bene così.

Invece, il politico più simpatico che ha incontrato a Roma?

Cosimo Ferri, già Sottosegretario alla Giustizia e membro del Csm, un personaggio.

Quello con cui, invece, faticherebbe a trovare un’intesa.

Difficile rispondere, diciamo che la strada per le intese, per quanto complessa, non è mai impossibile.

La prima cosa che guarda in una donna…

Gli occhi.

E in un uomo?

Le mani.

Crede in Dio?

Sì.

Ultima volta a Messa?

La domenica 5 giugno a Gratteria.

Chi (o cosa) butterebbe giù dal Belverdere?

Il pensiero di chi preferisce commiserarsi, invece di affrontare il futuro.

Metta in cornice uno scorcio di Mondovì…

Da Villa Nasi.

Perché?

Riesci ad abbracciare con lo sguardo quasi tutti i rioni.

Mi dia un aggettivo per…

Paolo Adriano: generoso
Alberto Cirio: empatico
Enrico Costa: tenace

La cosa più importante che le ha insegnato suo padre è…

La costanza.

Quella che insegnerà a suo figlio?

Essere disponibile.

Chi vince a Cuneo?

Chi saprà essere il migliore…

Salomonico… e chi vince i Mondiali di Calcio?

Francia.

L’insulto piemontese che le piace di più…

Gadàn

Lo direbbe a…

A chi non ha il senso del limite nelle cose.

Dica qualcosa di liberale.

Basta mettere il bastone tra le ruote a chi vuole lavorare.

Ma esistono ancora i liberali in politica?

Oggi tutti si definiscono tali, ma ce ne sono pochi.

Tipo?

C’è una “sacca liberale” in Parlamento che secondo me sta tra Luigi Marattin ed Enrico Costa.

E a Mondovì ci sono?

Sì… e sono quasi tutti nel Patto Civico.

Ora dica una cosa ad un elettore di Mondovì che non è andato a votare.

Perché questa sfiducia?

C’è un vecchio adagio che recita: “Non si conosce il sindaco vecchio finché non viene il sindaco nuovo”: è d’accordo?

Vero. E per me sarà un bel banco di prova visto chi è stato il mio predecessore.

Allora prenda un impegno con Mondovì…

Esserci sempre.

In bocca al lupo, sindaco Robaldo.

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