Sbagliare, capire, crescere
P
roprio in questi giorni mi chiedevo come aggiornare “Balunà” e vi confido che poca era l’ispirazione.Il pallone monregalese langue, un po’ per il periodo estivo, un po’ per le incognite Covid, che raffreddano ogni fervore. Mi fa strano, persino, vedere che le pagine sportive siano sparite da qualche giornale locale, risucchiate nella cronaca.
Ora è comprensibile che in tempi di magra, altre notizie, che col calcio c’entrano – apparentemente – in modo marginale, richiamino i riflettori. Persino nazionali.
Il riferimento è al celeberrimo video del giovane calciatore monregalese che ha scomodato commenti di Ministri, cantanti e personaggi televisivi.
Ho guardato il video, che fa schifo ed ho fatto una panoramica delle tante reazioni sui media. Tralascio quelle social, perché, davvero, minimo contributo danno, se non aggiungere piombo al plotone di esecuzione.
In vent’anni di aule giudiziarie pressoché quotidiane, casi del genere, credo di averne visti più d’uno. Sui campi da calcio, poi ho sentito il resto, talvolta anche di peggio. E non avevamo né Instagram, né Facebook.
Allora provo a far un po’ d’ordine, partendo da un punto fermo su cui, spero, tutti noi siamo d’accordo: il giovanotto ha sicuramente sbagliato.
Ora egli non può che prenderne atto, anche perché, la croce social, sebbene auto-istigata, gli è stata ormai gettata addosso. Un contrappasso che ad un certo momento dovrà pur cessare.
Ok, stop: consegnamo quel video alla dovuta damnatio memoriae e voltiamo pagina, passando a quella più importante: far capire al giovanotto – o almeno provarci – che le cose che ha detto sono sbagliate e non andranno ripetute.
Il pregiudizio sul diverso è sbagliato, commettere falsa testimonianza è sbagliato, “fondersi” o ubriacarsi, magari può sembrare divertente, ma è sbagliato, nemmeno condire il frasario con bestemmie va bene e, se non ritieni di pagare un autovelox, ci sono rimedi legali efficaci.
A 19 anni, però, hai tutta la vita davanti e un recupero non solo è ben possibile, ma doveroso.
Ogni croce ha la sua redenzione, ma bisogna provarci.
Cosa c’entra il calcio in tutto questo? Molto. Perché, se è davvero la sua passione, può essere anche la sua ancora di salvezza. Qualche idea? Magari vada a vedere un allenamento – basta quello, ve lo assicuro – delle ragazze del calcio femminile. Capirà cosa significa sudare per guadagnarsi pari diritti.
Poi, un passo alla volta, ne uscirà fuori e, magari, arriverà anche il reintegro in squadra: servono, però, una matura presa di coscienza dell’errore e soprattutto, tanto coraggio.
I Magistrati di Sorveglianza usano un’espressione perfetta: “Percorso di revisione critica“.
Tutto il resto è un pannicello caldo che aggira il problema. Nella vita ci sono cose che ti vuoi e altre che ti piovono addosso, tuo malgrado. Ci sono poi quelle che, più semplicemente, non hai previsto. La vita sa come travolgerti, come cambiarti da dentro.
A quel punto hai due possibilità: fuggire o fermarti e affrontarla, per crescere e dimostrare che sei una persona migliore.








