Dieci meno
R
icordo bene il divano di pelle marrone su cui sobbalzai quando Maradona dribblò tutta l’Inghilterra. Non mi accorsi, invece, del fallo di mano sull’uscita di Shilton. Forse nel replay, quei replay viscosi e sgranati con la R grande in alto che dava la Rai…Di Maradona, conservo un’altra immagine: quella della mia prima partita allo stadio, domenica 30 settembre 1984, Stadio Comunale di Torino. Mio padre sosteneva che i compagni non gli passassero il pallone, per via del suo faraonico contratto. Una lettura, che a me ha sempre fatto un po’ sorridere.
Mi interessava averlo visto dal vivo, ma soprattutto aver visto il Toro vincere. Molti, molti anni dopo, incontrai Giacomo Ferri per le strade di Mondovì Altipiano. Lo presentai a mio figlio non come ex bandiera granata, ma con un molto più eloquente: “Lui, lui ha marcato Maradona”. Rise Big Jim, fiero di quella medaglia che gli stavo lustrando al collo.
Maradona resta un’icona del mio calcio che non c’è più, anche se io avevo altri idoli, per lo più portieri.
Ne ho però apprezzato le veroniche in campo, meno le piroette, anche ideologiche, fuori, tra esternazioni da fiero anticapitalista e munifici contratti di sponsorizzazione con la nota multinazionale dello sportwear.
Pecunia non olet, ma non è questo il punto. Piuttosto, la domanda è: oggi un calciatore del genere avrebbe ancora successo? O sarebbe forse uno dei tanti? Ognuno di noi ha una risposta a questi quesiti.
C’è chi dice che il calcio moderno è troppo fisico e veloce, chi obietta che, con la Var, Gentile, che lo marcava a Espana ‘82, sarebbe durato in campo solo pochi minuti.
C’è chi dice che un giocatore con un piede solo oggi non potrebbe sopravvivere, chi obietta che non riuscirebbero neanche a fargli fallo, perché passava prima dello sgambetto.
C’è chi dice che il pressing odierno mortificherebbe ogni sua giocata, chi controbatte che sono gli schemi ad aver ammazzato il talento, non l’intensità.
Non lo sapremo mai, ma continueremo a chiedercelo.
Bucava ogni linguaggio il suo sinistro, come le reti dei portieri.
Un pezzo della magia del calcio, quello sport in cui anche un bolso panciuto può metterla al sette nel torneo dei bancari e sentirsi Maradona per qualche secondo.








