Dietro
I
eri ho accompagnato un amico al Belvedere di Piazza. Pur avendo frequentato Mondovì, non c’era mai stato. La giornata bigia e un po’ di foschia non ne hanno frenato l’apprezzamento. “Posto bellissmo, chissà col sole…“, mi ha detto più d’una volta, non credo per piaggeria.Io ho provato a spiegargli che nelle mattine più terse, non solo si vede Torino, ma l’intero arco alpino, tra cui è possibile scorgere il dentone del Cervino e quella specie di panettone del Monterosa. “Vedi, sono proprio là… dietro… dietro…“, Ecco questo racconto lo intitolerò “Dietro”. Perché era lì che il nostro sguardo voleva arrivare, se non ci fosse stato un albero. Anzi, un alberone anche bello, dalla chioma foltissima e verdissima. Un sipario chiuso che ci occludeva ogni visuale. Non era il solo: intorno al Belvedere di Piazza di verde, magari lasciato un po’ a se stesso, ce n’è parecchio. E ciò, nonostante un volenteroso omino comunale che col suo decespugliatore cercava di far un po’ di giustizia da basso. Ma era solo, lui sì, contro i mulini di Cervantes.
Non di rado, quando capito nel posto più bello di Mondovì, mi trovo a competere con fogliame e ramaglie che pregiudicano la visuale. Meglio, ovviamente d’inverno, problematico, invece, d’estate, quando finisco come Tirèsia, l’indovino cieco che Dante condannò a vagare eternamente con la testa ruotata sulle spalle. E così; giunti a una certa gradazione, anche noi, ieri, abbiamo ruotato la testa e rinunciato a una bella fetta di panorama. Vano anche il tentativo di inquadrare qualche vetta con le lastre che recano i nomi dei monti: “puntare” l’Oronaye o qualche altra cima, consegnava spesso lo sguardo alle solite, folte chiome. Per cui abbiano virato sul tema: “Che piante saranno?” “Un castagno, forse c’è un noce…“, dando sfogo alla nostra modestissima conoscenze di botanica.
Non si può trovare una soluzione? Che senso ha un Bel…vedere da cui non si può… vedere?
Non credo sia da invocare alcun abbattimento, ma una “spuntatina”: vogliamo parlarne?
Temo, tuttavia, che la soluzione non sia dietro l’angolo. Ci saranno vincoli di legge che tutelano il verde pubblico, ci saranno i fondi sempre più striminziti, così come le esigue maestranze che possano occuparsene. Servirà, con tutta probabilità, un progetto…
Sarebbe un peccato che Mondovì rinunciasse al fascino della sua balconata.
Suvvia, qualche idea! Tutti, io per primo, siamo capaci a dire “Ma…“. Pochi sono quelli bravi. Quelli che aggiungono un “ci proviamo!“.








