Il fascino delle idee vintage
Corsi e ricorsi storici in salsa monregalese: nei primi anni 2000 si volevano già scuole nella ex Cittadella e marciapiedi per S. Anna, idee che oggi tornano in voga, dopo 20 anni…
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i Giambattista Vico, filosofo del XVII Secolo, si ricorda una teoria sulle vicende umane assai particolare.Egli era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di cicli. A scuola ci hanno insegnato così la “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”, di cui, dopo trent’anni, trovo ancora continui riferimenti nella pratica quotidiana.
Vi racconto l’ultimo. Leggendo il giornale ho appreso due notizie monregalesi che mi fanno dar ragione, di nuovo, all’illustre Napoletano.
Notizia uno: la commissione di saggi voluta dal Comune avrebbe deciso che sarebbe meglio fare le scuole nella Cittadella di Mondovì Piazza. Notizia due: si lavora a un bel progetto per collegare con un marciapiede unico via Cuneo con Sant’Anna. Ovvio, sono notizie, per peso specifico, un po’ diverse, ma entrambe sintomatiche di una certa cosa che proverò a spiegare.
Ora vent’anni fa o quasi, quando la Finanza se n’era andata da un paio e la Caserma era ancora in buono stato (ci facevano i Peccati di Gola, ricordate?) il progetto di trasformarla in polo scolastico, prima universitario, poi superiore, era sulla bocca di tutti. Ci furono studi, convegni, enti in prima fila, iniziative di ogni sorta, con la benedizione di tanti, sotto il Belvedere, a Cuneo, a Torino. Per quel che conta, personalmente, ci ho riempito ben più d’una colonna di giornale.
Insomma, sembrava di lì a venire. Poi, però, al lato pratico scese l’oblio e ora – ci basta dare un’occhiata al padiglione Bertolotti – sta marcendo un po’ tutto: quel progetto, ma, cosa più grave, proprio i muri. Sul perché di tale fallimento, non ho certezze, ma solo un dubbio: in politica un’idea non basta che sia buona. E’ meglio che venga ad una parte tua affine. Sennò sarà un po’ meno buona. Semplice.
Funziona così, comandi la Francia o la Spagna. E questo è uno dei limiti della nostra cosa pubblica, a ogni latitudine. Purtroppo.
Ora vogliono ricominciare da capo, insistendo sull’idea di allora. Bene, restiamo speranzosi.
Notizia due: marciapiedi di Sant’Anna. Se ne parla anche qui dagli albori dei 2000. Ricordo, ad esempio, una chiacchierata con un amico amministratore, poco prima che si inaugurasse il tratto di tangenziale dall’ospedale a via dei Ciri. Preistoria. Allora c’erano questioni legate a Piani edilizi che dovevano partire la cui risoluzione avrebbe dovuto sbloccare le opere a scomputo di oneri. Poi, una sequela di Consigli comunali, di interrogazioni (di alcune conservo ancora traccia in forma di brevi notiziole), anche perché il tratto è stato a più riprese interessato da lavori pubblici per i sottoservizi idrici. Il camminamento salva-pedoni? Mai visto. Insomma, mai fatto. Ora però ci dicono che lo hanno di nuovo in progetto. Bene. Bravo chi poserà la prima pietra.
Intanto, tempus fugit e a Mondovì, di calendari, ne abbiamo cestinati una quindicina, forse venti.
Sei, forse settemila giorni dopo torniamo in auge quei vecchi propositi. Le “idee vintage“, per così dire.
Sono “corsi e ricorsi storici“, a fronte dei quali mi viene spontanea una domanda: “Ma via Vico a Piazza è dedicata a Vicoforte o a Giambattista?”. No, perché, se è vero che Vico(forte) ci ha dato i natali e per questo meriterebbe una strada, al filosofo, Mondovì dovrebbe almeno la cittadinanza onoraria.











