I Templari tra Breo e Carassone?

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Era la fine del 2002 quando veniva abbattuto il pericolante stabile del Borgheletto all’imbocco di via Beccaria, che ospitava, tra l’altro, la nota osteria del Cavallo nero.

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a neve gli aveva inferto il colpo di grazia ed al proprietario non restava che smantellare la struttura pericolante, per realizzarvi, nel giro di alcuni anni, l’elegante immobile che oggi conosciamo.

L’intervento edilizio fu accompagnato però da una polemica politica vibrante, il cui intento era principalmente stigmatizzare il fervore edificatorio dell’epoca (qualcuno oggi potrebbe dire, bei tempi!), tirando in ballo, però, un argomento di indubbia suggestione, ma di discutibile veridicità storica.

Ospedale Templare a Breo tra storia e mito

Si ipotizzava infatti che quel sito fosse stato addirittura un antico ospedale templare.
A distanza di quasi 20 anni da quella querelle, il tema non perde fascino.
I templari a Mondovì? Per gli appassionati, la risposta parrebbe positiva. Ne ha scritto pregevolmente Lorenzo Barberis, che già nel 2005, ne “I Misteri di Mondovì” citava il documento vergato nel 1178 presso il castrum di Bredolo (attuale Breolungi), con cui Guglielmo di Morozzo cedette all’Ordine del Tempio una sua casa in Vico per creare un Ospedale Templare, assieme ad alcuni terreni in Caraxonium per mantenerlo.
Si è poi tornati a parlare di presenza templare a Bredulum alla luce di alcuni affreschi nella Pieve, iconografia riferibile all’Ordine (su Provincia Granda del 27 Marzo 2015, l’intervento di Don Luciano Ghigo).

Una controversa collocazione

Guido Araldo colloca l’ospedale templare monregalese probabilmente a Breo, a metà percorso dell’attuale Via Beccaria, con annessa chiesa consacrata a Santa Maria. Ciò poiché in un documento del 1291, conservato a Torino nella biblioteca regia – rileva Araldo -, è citato un “Hospitali Sancti Johannis Ultramarini”, con chiaro riferimento alle Crociate, situato nel comune del Montevico. Che esistesse una chiesa di Santa Maria nella Nova Bredolum (l’originaria Breo) è ampiamente confermato anche dagli studi di Giancarlo Comino, che ha trattato degli epigoni della chiesa di San Pietro e Paolo di Breo. L’attuale parrocchia venne autorizzata nel 1684 in sostituzione di Santa Maria Nova e sita più a valle di questa, che sorgeva nei pressi dell’attuale ponte della Funicolare.
Da ultimo, l’interessante lavoro di Elena Bellomo, dedicato ai “Metodi d’indagine sulla milizia templare in Italia nord-occidentale (1142-1308)“.
L’autrice colloca intorno al 1247 un “particolare radicamento della comunità templare nella realtà locale“, associandola ad una reprimenda pontificia che l’ordine, unitamente ad altri, aveva subito, poiché “…malgrado l’interdetto comminato al Comune, essi avevano continuato ad amministrare gli offici divini in città“.

Borgo Toscana medievale e la antica Gariglia

Difficile, invece, risalire all’esatta posizione dell’ipotetico ospedale templare di Breo.
Borgo Toscana ha, a ben vedere, origini tardo medievali, non solo per talune vestigia (arco gotico e affresco del XVI Secolo), ma anche per la vicina Gariglia, oggi privata dimora, ma un tempo antico priorato sovrastante la lea di Carassone.
Ad una probabile collocazione di un possedimento templare a cavallo tra Breo e Carassone si accenna anche in un documento datato 1 agosto del 1216, in cui Ottone, figlio di Guglielmo del Monteregale, vendette per 25 Lire Astensi un terreno situato nel “territorio de Monteregali, loco dicto Karai” (secondo alcuni, da intendersi proprio Carassone) all’abate Pepino di San Dalmazzo del Borgo. Il passaggio è infatti corredato dall’annotazione che evidenza il terreno come confinante con le “terrae Militiae Templi de Montevico”.
Che vi siano tracce templari specificamente al Borgheletto resta comunque arduo da documentare. Sicuramente questo è uno degli insediamenti più antichi di Mondovì: risale anche esso al XIII secolo, quando la comunità si sviluppava intorno ai “terzieri” di Vico, Vasco, Carassone.
Purtroppo, non è nemmeno di particolare aiuto la presenza della cappella di San Rocco, che sorge proprio all’imbocco di via Beccaria, edificata nel Seicento a presidio della peste.

Hugue de Paynes era Peano?

C’è infine una serie di notizie, tutta da verificare, che vorrebbe il fondatore dell’Ordine, Hugue de Paynes, di origine monregalese, dal nome “Peano” e non francese del villaggio di Paynes. Il dato è riportato da Andrea Guenna. In particolare si scrive che la presunta origine monregalese del Peano sarebbe dimostrata dall’esistenza, fino all’anno 2000, della sua “casa natale” nel borgo di Breo, poi demolita per far posto ad una moderna palazzina. L’ospedale templare di Borgheletto era addirittura la casa natale del cavaliere medievale, primo Maestro dell’Ordine?
Sebbene intrigante, la tesi soffre, secondo gli studiosi, due limiti: intanto la data di fondazione della comunità monregalese, che si colloca verso la fine del XII secolo (il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1198), mentre la data di nascita del de Payns-Peano, andrebbe individuata cent’anni prima, intorno al 1070. In secondo luogo, in molti rivendicano i natali del mitico Maestro: c’è chi è sicuro fosse salernitano (De Paganis), mentre altri lo attestano lucano o calabrese.
Senza scomodare il controverso e conteso fondatore, l’Ordine era davvero presente al Borgheletto con un suo Ospedale? O è solo leggenda? Le fonti sono lacunose ed in parte risentono della interpretazione appassionata di alcuni, ma ciò contribuisce indubbiamente ad accrescere il fascino delle volte a crociera dei portici, degli archi, delle sagome gotiche di certe luci o finestre che, da sempre, affacciano misteriose intorno alla antica “contrà di can”.